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Truman Show- Natura Edition

Attualità
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In questi anni la cementificazione delle nostre città è diventato uno dei (tanti) grandi problemi della nostra società (La cementificazione è la costruzione massiccia e indiscriminata di edifici, senza riguardo per il paesaggio e per l’equilibrio ambientale). I dati diffusi dall’Ispra nel rapporto sul consumo di suolo, l’uomo è arrivato a sottrarre alla natura 2 metri quadrati al secondo, pari a 15 ettari al giorno, fino a raggiungere i 52 km quadrati di superficie totale. Valori che, in termini economici, rappresentano una perdita superiore ai 3 miliardi di euro l’anno. Oltre alla perdita economica, ciò che fa più paura sono i rischi ambientali e sanitari che derivano da questo comportamento “egoistico”. Il punto di non ritorno è sempre più vicino, stiamo giocando col fuoco ma sembra quasi che coloro i quali stanno mettendo la mano tra le fiamme godano di questa assordante situazione. Il dibattito politico è sempre più acceso e in Europa i movimenti “verdi” stanno raccogliendo sempre più consensi, ma in Italia questo cambiamento stenta a decollare. Per questo motivo mi sono posto una domanda: è possibile che la nostra vita si stia svolgendo all’interno di un enorme Truman Show? A differenza del film del regista Peter Weir, il protagonista di questo lungometraggio non è un uomo ma la natura. Tra alcuni decenni gli alberi e la vegetazione che conosciamo non esisteranno più e saremo costretti a creare delle piccole cupole per salvare ciò che la nostra società contemporanea sta distruggendo. Non riusciamo a comprendere che i comportamenti che stiamo utilizzando nei confronti della flora mondiale ci porteranno vicini al baratro. I cambiamenti climatici sono solo la punta dell’iceberg, nascosti dall’acqua ci sono le problematiche che saliranno con il passare degli anni. L’estinzione di alcune specie animali, la scomparsa di parte della flora mondiale e l’innalzamento delle acque sono l’eredità che lasceremo ai nostri figli. La nostra prole sarà costretta a rinchiudere ciò che rimarrà del nostro ecosistema e cercare di farlo rifiorire, creando un futuro “verde” artificiale, proprio come Jim Carrey in The Truman Show.

Per cercare di fermare l’inevitabile abbiamo ormai pochissime armi. La prima e la più importante è cercare di cambiare la cultura ambientalista delle nuove generazioni. Dobbiamo far capire loro che figure come Greta Thunberg sono un push positivo e non l’ennesima “schiava delle lobby”.

In Italia, il Governo attuale avrà un grande match ball, il Recovery Found. Investire parte di quei 209 miliardi di euro per rendere le nostre città, i nostri lavori e la nostra vita più ecosostenibili dovrà essere uno dei punti cardine per la ripartenza post-Covid19.

Continuare sulla linea che questa società ha tracciato nel corso degli ultimi anni è da irresponsabili, bisogna invertire immediatamente la rotta. Non abbiamo più tempo.

“Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore”

Matteo Spaggiari

Sono Matteo Spaggiari, un giovane blogger emiliano nonchè il creatore del https://ilblogdispaggiari.com/ . Ho numerose passioni, ma le principali sono la politica, lo sport e la scrittura. Quanto creo un articolo mi diverto ad accostare argomenti diversi e creare mashup azzardati e irriverenti. Il mio blog è un contenitori di opinioni e satira.

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