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SOS ambiente

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Sos ambiente
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Migliorarci partendo dalla consapevolezza delle nostre azioni

Ho letto: “Non torneremo alla normalità. La normalità è il problema”. In questo periodo di tregua mi sono resa conto che il ritmo delle nostre vite era giunto a un livello insostenibile, per noi e per l’ambiente che ci circonda. Osserviamo gli scenari che l’Italia ci sta offrendo durante la quarantena, le acque limpide di Venezia, i cieli azzurri della Pianura Padana, i delfini che tornano a ripopolare il Mediterraneo. Studiamo ora i dati statistici, l’aumentare delle vittime è stato direttamente proporzionale al diminuire dei livelli d’inquinamento: non è terrificante? E’ assurdo e paradossale pensare che al fine di non distruggere definitivamente la Terra siano dovute morire così tante persone. La Natura ha manifestato la sua forza inarrestabile, ha fatto sentire la sua voce. Siamo veramente dovuti arrivare a questo punto per smettere di ignorare la Terra?

I problemi ambientali fanno paura, ma non abbastanza. I ghiacciai si sciolgono e le foreste sono in fiamme: articoli sulle prime pagine dei giornali e notizie ridondanti in televisione che ci allarmano, ma dopo qualche giorno ce ne siamo già dimenticati. Problematiche distanti, che sembrano non riguardarci. Mi sono chiesta quale fosse la causa principale. Mi viene spontaneo rispondere che se fosse solamente una potremmo ritenerci fortunati. La mancanza di senso civico di alcuni cittadini, la superficialità e la noncuranza. Le fabbriche che producono rifiuti tossici, i gas di scarico, l’incentivo al consumismo finalizzato al guadagno delle multinazionali, il sistema economico lineare, il disinteresse da parte degli organi dirigenti superiori. Si potrebbero spendere infinite parole per ogni singolo argomento, ma sono cresciuta consapevole del fatto che a volte sia meglio puntare il dito verso noi stessi: siamo consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte sugli altri e sull’ambiente? Forse non tutti i consumatori sono coscienti dello sfruttamento minorile o dello spreco idrico che spesso si cela dietro un capo d’abbigliamento. Forse non tutti i consumatori sono al corrente dell’inquinamento generato dalla produzione di un singolo trancio di carne. Non sarò io a dare delle risposte, non ritengo di avere le competenze adatte. Sono qui per esprimere il mio pensiero, non per giudicare.

La parola “cambiamento” spesso  terrorizza, ci fa partire con il piede di guerra oppure ci pone sulla difensiva, perché  quando siamo presi in causa è comune sentirsi un po’ irritati: tutti hanno difficoltà nell’ammettere i propri errori e a mettere in discussione le proprie abitudini. Sarebbe opportuno prendere coscienza del fatto che c’è qualcosa che siamo sbagliando, o meglio possiamo migliorare! Quando il cambiamento viene affrontato come una sfida, o peggio come una faticosa rinuncia, genera esclusivamente paura. La verità è che il cambiamento delle piccole abitudini quotidiane dovrebbe essere un gesto positivo, un regalo verso la nostra bellissima casa, la Natura. Non amo i neologismi, ma c’è una parola inglese che mi è sempre piaciuta: “eco-friendly”, a grandi linee traducibile con “amico dell’ambiente”. Un semplice aggettivo che insegna a rispettare, ed essere grati e prenderci cura della nostra dimora: la Terra, che da secoli accoglie l’umanità e tante altre specie viventi.

Per oggi non voglio dilungarmi con altre parole né con consigli riguardo ai cambiamenti che potremmo mettere in atto, tempo al tempo. Per oggi mi basta salutarvi con uno spunto di riflessione: “Sono sempre cosciente degli effetti generati dalle mie scelte e dalle mie azioni?”

Asia Lanucara

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