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Siamo sicuri che sia questa l’Europa che vogliamo

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Da quando Conte (sia chiaro è merito suo e soltanto suo) è riuscito a “portare a casa” i 209mld del Recovery Found ed è riuscito a far attivare il fondo Sure tutti sostengono che l’Europa sia cambiata ovviamente in meglio. Questa è l’Europa che vogliamo? Molti dopo i fatti sopracitati risponderanno di sì, ma non concordo.
Ci sono stati due casi in cui l’Europa è stata veramente unita: la prima volta sotto l’Impero Romano e la seconda tra ‘400 e ‘500 durante l’Umanesimo e il Rinascimento. Durante il dominio di Roma l’Europa aveva trovato un periodo di pace, si parlava la stessa lingua in ogni angolo dell’Impero, vi erano le stesse leggi, si utilizzava la stessa moneta, vi era uno scambio culturale incessante tra le varie provincie.
Nel Rinascimento si diffonde in tutta Europa l’uso del latino classico per cui si potevano frequentare università in più Paesi senza dover conoscere svariate lingue, le corti potevano trattare in una lingua comune senza dover ricorrere ad interpreti.
In entrambi i casi vi è un’unione culturale (la lingua in comune, il medesimo funzionamento dello Stato per quanto riguarda l’Impero Romano), trattative politiche portate avanti con l’utilizzo della medesima lingua, uno sviluppo artistico, scientifico e tecnologico. L’UE non è nulla di tutto ciò: è “soltanto” un’Unione di Stati che cercano di sopraffare gli altri per vantaggi economici senza alcuna visione dell’Europa da qui a 50 anni (cosa che invece avevano i Padri Nobili dell’Europa come De Gasperi, Schuman e Adenauer), senza una base culturale comune, senza un apparato legislativo comune. Alla luce di tutto ciò vi ripropongo la domanda: questa è l’Europa che vogliamo?

Fabrizio Battaglia

Fabrizio Battaglia ho 17 anni, sono romano e faccio il quarto anno del liceo delle scienze umane economico-sociale, appassionato di automobilismo e tifoso della Ferrari

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