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Semaforo italiano

ScoccoSabato
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Regioni a diverso colore determinano le possibilità economiche e di mobilità degli italiani. Divise in rosse, arancioni e gialle, finalmente è arrivato un sistema differenziato basato su criteri oggettivi. Non dobbiamo dimenticarci la possibilità di “regioni verdi”, la situazione in cui arriveremo quando la pandemia sarà terminata. Ma quando? Il Commissario Domenico Arcuri promette un vaccino per fine gennaio, avendo però già in precedenza indicato la fine del 2020 come un possibile periodo di arrivo. Si continua a posticipare. Eppure il sistema differenziato, va detto, è un grande passo in avanti per la gestione dell’epidemia; si è presa coscienza di un dato di fatto: le regioni italiane sono profondamente diverse tra loro. Problema storico e infrastrutturale per quanto riguarda le regioni del Sud, ma allo stesso tempo anche naturale, perché nessuno direbbe che Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia hanno esigenze e peculiarità uguali tra loro. Il piano del governo sembra chiaro: allestire ospedali da campo, reclutare 24.000  operatori sanitari e aumentare i c.d. “Covid hotel”. Gli operatori hanno già dato la loro disponibilità ma il problema, come spesso accade, è implementare, far accadere le cose. Così come il vaccino tra qualche mese (sperém), lavorare per superare barriere burocratiche nel nostro Paese è sempre stato un grosso problema. Un’indagine della Confcommercio uscita a maggio fa notare le inefficienze e l’iperburocratizzazione degli uffici pubblici italiani ci fanno perdere 70 miliardi di euro ogni anno. Siamo 33esimi su 36 Paesi Ocse. Se questo è ciò che avviene in tempi normali, la fiducia che la situazione quantomeno non peggiori nel breve periodo è scarsa.

Le misure prese per questo “lockdown leggero” sono parzialmente soddisfacenti per l’economia del Paese, la quale può in gran parte muoversi e andare avanti. Per il settore della ristorazione, invece, il periodo è tutt’altro che sereno: il calo dei ricavi per questo segmento è stato di circa un terzo del totale 2019. Il crollo del fatturato è stato del 37%, come riportato dall’Oricon, l’Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione. La ristorazione scolastica calerà il proprio fatturato di oltre il 50%. Momento tragico, accentuato dalle indiscrezioni di alcuni giudizi del presidente della Campania De Luca: sa che se chiuderà nuovamente tutto, la gente scenderà in strada come qualche settimana fa. Il provvedimento “a semaforo” del governo arriva in netto ritardo sui tempi. Da mesi se ne prospettava l’idea (Carlo Calenda, leader di Azione, aveva proposto un piano già a maggio), ma la vera difficoltà è stato dialogare con le regioni. Obiettivamente stanno venendo a galla le tragiche conseguenze di una differenziazione regionale mai davvero cercata e assai farraginosa; le competenze stato-regioni sono il sunto legislativo di questo problema: la “tutela della salute” è competenza concorrente di Stato e Regioni, ovverosia entrambe se ne occupano ma la competenza legislativa è regionale, allo stesso tempo “l’ordine pubblico e la sicurezza” è competenza statale. Lo stato di emergenza non definisce con esattezza questo rimpallo di competenze, perché è di fatto interpretazione estensiva dello stato di guerra nel quale, oggettivamente, non ci troviamo. Oltre tutto questo, sapere se quali saranno le conseguenze di questa chiusura soft sarà possibile solo fra una settimana/dieci giorni. Enzo Marinari, professore di Fisica alla Sapienza di Roma, il quale da mesi sta portando avanti indagini e ricerche coi colleghi riguardo l’epidemia, ha dichiarato ieri al Corriere della Sera: “Se tra una settimana il numero dei morti e dei ricoverati in terapia intensiva scenderà sarà un segnale positivo”. Insomma, ad oggi non possiamo determinare la bontà delle prime misure che chiudono di nuovo l’Italia.

In queste circostanze dove si parla solo di Covid (me compreso), Giuseppe Conte tiene botta e regge da politico navigato; è innegabile il miglioramento continuo a livello mediatico del Presidente, il quale ormai sa come parlare, con quali parole esprimersi, a chi rivolgersi. Va ripetuto: riuscire a governare prima con la destra e poi con la sinistra, riuscendo a farsi apprezzare da quest’ultima a tal punto da ipotizzare e mettere in campo alleanze strutturali Pd-Cinque Stelle, non è cosa da poco. Abbiamo sottovalutato la Sindrome di Stoccolma alla quale siamo stati tutti sottoposti: molti italiani si sono innamorati di colui che ha dovuto prendere (a ragione) misure forti. E così la popolarità del professore pugliese è cresciuta di molto. È notizia di ieri che Conte parteciperà alla kermesse Cinquestelle che si preannuncia caldissima, tra governativi e non; interverrà, dicono, solo per un discorso istituzionale. Sarà, ma il futuro politico del Presidente è incerto. Solo una cosa si può dire: non crediate che scomparirà nel nulla, che tornerà alla propria cattedra come se nulla fosse. Interveniva ieri alla conferenza CGIL… se tornerà il bipolarismo lui è l’uomo della sinistra.

E veniva da destra.

Elio Scocco

20 anni, romano, studia Scienze Politiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Arbitro di rugby e docente volontario di Portofranco Milano Onlus, nel tempo libero legge Maigret, che ritiene essere un commissario dieci volte migliore di Sherlock Holmes.

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