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Se il problema è Berlinguer

Attualità
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Giunta al termine l’emergenza covid vera e propria, ricomincia il teatrino della politica, forte di una assenza di diversi mesi torna a ingolfare le stanche orecchie di tutti, specialmente di chi sperava che la politica italiana fosse ad un bivio: serietà o chiacchiere. Se il covid poteva essere l’occasione di creare una nuova politica concreta e fattiva, sembrano pochi i politici che che hanno deciso di assumersi la gravosa responsabilità della serietà. È evidente, i soliti noti non hanno certo perso l’ottima attitudine allo scempio, mentre i “responsabili” non hanno smesso di celare dietro a tanta “responsabilità” un’agenda politica priva di spunti e idee.

Nel frattempo Calenda acquista consensi e la destra presenta due nuove partiti (o movimenti come va di moda chiamarli) di cui uno, è bene ricordare, sotto l’egida di nientemeno di Emanuele Filiberto di Savoia.
Così Salvini appare sempre di più un fenomeno di costume, la Meloni assorbe consensi e la maggioranza appare sempre più rappresentato da un’espressione quantomai efficace: “boh”. Anche la grande fiera del rilancio dell’economia italiana, gli Stati Generali, pare si siano svaniti come una bolla di sapone. Un’affare tanto grande per l’Italia è stato destinato a divenire un’affare da salotti altoborghesi ed elite finanziarie. Invece che annunciare al mondo (o per lo meno agli elettori italiani) idee, sogni per un’Italia nuova, si è preferito parlare ancora di discorsi confusi, nebbiosi ed assolutamente inconcludenti.

Il grande problema della politica di oggi è trovare una giustificazione esclusivamente lessicale ai soldi che l’Europa ha messo sul piatto, si inseguono quindi frasi tipo: “l’altra marchetta”, “non mi va bene se si chiama così”, “ma perché non diciamo colì” ma nessuno ci dice sciocchezze tipo: “con questi soldi facciamoci un ponte”, piuttosto di “finanziamo la ricerca” o investiamo in “Green economy” idee insomma, speranze per un futuro solido e migliore. No il problema della politica di oggi è decidere se accettare o meno certi denari che oltre a farci comodo come mai prima d’ora (ed a condizioni più che vantaggiose), è capire come indorare la pastiglia dei fondi europei, senza arrivare alla banale conclusione che da indorare non c’è proprio nulla (ci vengono offerti tanti soldi praticamente a costo zero), e che il tempo sprecato in questo chiacchiericcio poteva essere utilizzato in discorsi o discussioni magari più produttive.

Non soddisfatti da questo cicalio governo ed opposizione si mettono a discutere dell’ennesimo problema-non problema. Se Salvini dice che i valori di Berlinguer siano stati raccolti dalla Lega è veramente necessario annoiare il popolo italiano con una settimana di discussione su chi è il più Berlingueriano della politica, in un giochino non molto diverso da quello dei bambini che giocano a chi sputa più lontano? Assolutamente fuori luogo la polemica e l’indignazione, se altri partiti, e soprattutto la sinistra ritengono che Salvini si sbaglia possono tranquillamente dimostrare il contrario nei fatti, non riempendo giornali e social di anatemi e scomuniche, che altro non fanno che un grande assist a Salvini, che per l’ennesima volta riesce a far parlare di se.

Leonardo D’Intino

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