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Manifestare contro il razzismo ha senso?

Attualità
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Il razzismo non è solo aver paura del “diverso”, ma è anche andare oltre dalla propria sfera personale. Si può parlare di vero razzismo quando ciò che provi dentro verso il “diverso” lo esprimi con insulti a parole, con gesti o con simboli. “Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane (…) e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste (…).” Solo la definizione dell’enciclopedia Treccani fa paura e fa riflettere. Crediamo davvero che esistano due razze? Anche dopo la seconda guerra mondiale?

Ci sono persone che la pensano così ancora oggi, ma non sono qui per annoiarvi con definizioni o con la tristezza che si può provare poiché ci sono persone che non capiscono che l’unica razza è quella umana e che sono ridicole, ma è l’ora di porsi la domanda: manifestare contro il razzismo ha senso?

Gli Stati Uniti stanno rivelando la loro identità. Da una parte tante aggressioni e scontri della polizia contro i manifestanti dopo la brutale morte di George Floyd; a qualche membro della polizia si affiancano qualche “affannato mentale” che si dichiara a favore degli agenti che torturano centinaia e centinaia di persone afroamericane all’anno solamente per il fatto di avere un colore della pelle diverso e dall’altra, invece, per fortuna, la maggioranza, milioni di persone in piazza, in tutto il mondo, per dire di no a questa forma di violenza.

Manifestare, però, non serve a molto. Sicuramente è utile perché mostra un lato dei cittadini del mondo in ginocchio di fronte alle discriminazioni che subiscono tutti i giorni. Questo ci fa capire che chi aggredisce e insulta è una stupida minoranza, ma d’altro canto le manifestazioni possono fare poco.

La medicina è la cultura. Possiamo manifestare giorno e notte per il resto della nostra vita e sicuramente non saranno sforzi vani, ma quello che serve è un investimento che faccia capire che quello che è considerato “diverso”, invece, ricchezza e non l’esempio di persona di serie B (solo scriverlo per descrivere l’idea di qualcuno mi mette tristezza). Il diverso è bellezza, cultura e non un soggetto da cui diffidare e preoccuparsi. Il mondo è bello perché è vario, molti saranno d’accordo su questo, e i “bianchi”, i “verdi”, i “marroni”, i “gialli”, i “rossi” sono tutti espressioni diverse della stessa specie: gli esseri umani. Siamo tutti uguali con i nostri difetti e i nostri pregi non di razza, ma di individui singoli.

Cari lettori, sono arrivato alla conclusione che il mondo è pieno d’odio, è la realtà, considerando che molti politici spingono anche su questo, ma è anche stracolmo di persone che apprezzano l’altro e che morirebbero per coloro (amici, fratelli, parenti o addirittura sconosciuti) che altri definiscono “diversi”.

Cosa spaventa del “diverso”? Io non l’ho capito. La realtà è che noi uomini abbiamo introdotto questa divisione tra razze. Tale divisione è solo una nostra montatura che però ha portato milioni di morti, guerre, distruzioni e fame in tutte le parti del mondo. Ci nascondiamo dietro la paura del “diverso” e non affrontiamo le sfide globali che ci affliggono e che aggravano la situazione economica, sociale e politica di milioni di persone. Possiamo continuarci a nascondere, ma la soluzione non è questa e più ci nasconderemo più i problemi aumenteranno e più avremo diffidenza nell’altro.

Tommaso

Ama la sua città e la considera la più bella al mondo. Romano e romanista, appassionato di politica e fondatore del progetto InCrescita. Europeista e pieno di energia per le battaglie in cui crede per il bene dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Qualcuno lo definisce anche idealista.

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