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L’Intelligenza Artificiale ci farà estinguere?

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L’Intelligenza Artificiale ci farà estinguere? Domanda di molti, risposta incerta.

Durante gli anni del Liceo mi sono appassionato al sociologo italiano Luciano Gallino e una delle frasi che mi hanno tormentato da quel periodo in poi è: “Il mercato deve adeguarsi alla politica e non la politica al mercato”. Come punto di arrivo è più che condivisibile ma manca il punto di partenza, ovvero, da chi è costituita la Politica? Gli attori che navigano in questo mare sono veramente lungimiranti da anticipare addirittura delle tendenze di mercato? Credo proprio di no. Vi immaginereste mai un Renzi, Salvini, Di Maio, Berlusconi e tutti gli altri, che disegnano un Paese attraverso leggi che anticipano la tecnologia? Più che un politico occorrerebbe un illuminato, un Leonardo Da Vinci, ma si sa, di geni completi, ne nascono forse uno ogni cento anni. E allora, oggi, come rispondiamo dinnanzi a questa realtà?

Oggi il mercato ha una forte trazione tecnologica, basti pensare ad aziende come Amazon e Facebook che hanno cambiato il nostro modo di pensare, di acquistare e di relazionarci con altri insomma, hanno cambiato il nostro modello di vita. Ma nonostante questa apparente scontata verità empirica, molte persone negano che questo sia avvenuto e preferiscono restare nel Mondo tradizionale perché il digitale è ancora attaccato da pregiudizi. Io per anni se pure in maniera non convinta ho sempre mostrato perplessità, spesso alimentate da pregiudizi, e oggi orgogliosamente posso dire di aver capito che in un Mondo dove i cicli economici vanno alla velocità della luce, noi esseri umani non possiamo restare indietro parlando con politici privi di conoscenze o magari restare nelle nostre convinzioni di costume. Il Mondo corre veloce, cambia velocemente, e se non ci credete provate a guardarvi indietro di soli dieci anni. A me sembrano che siano passati cento di anni e non dieci. E allora non posso credere, che io, da solo, un comune e mediocre studente, possa cambiare un cambiamento di mercato. L’unica vera cosa che posso cambiare è il mio modo di guardare quel cambiamento e non guardarlo più come un ostacolo ma come un’opportunità. Non cerco di remare contro lo tsunami, tanto ne verrò travolto, ne sono sicuro. Allora, riscoprendo la nostra grande qualità dell’essere umano che è quella di adattamento, cerco di cavalcare l’onda dello tsunami e magari mi ci diverto pure standoci sopra. Il più grande atto di ignoranza della nostra epoca non è più, come una volta, il fatto di non sapere scrivere o leggere, bensì quello di non avere l’intelligenza di disimparare e di reimparare dinnanzi ad un Mondo che cambia dall’oggi al domani.

E tutto questo lo scrivo perché come molti si sono schierati contro Internet in sé così faranno per altri cambiamenti che sconvolgeranno il mercato (molto sta già avvenendo) attraverso l’intelligenza artificiale e la blockchain. Non sarebbe più opportuno che anziché combatterli li proviamo a capire, ad analizzare e a studiare? Possiamo prima di denigrare un cambiamento quanto meno capirlo? Ecco, io dell’Intelligenza Artificiale ho capito che se non ci prepariamo, culturalmente (ciò che ho scritto prima) a questi avvenimenti realmente possiamo ritrovarci una frustrazione e una rabbia moltiplicata per mille rispetto a quello che già oggi molti hanno. L’Intelligenza Artificiale può essere suddivisa in due tipi: una debole e una forte. Quella debole è progettata dall’uomo e ha permesso automazione in molti settori, ma necessita del supporto umano. Quella forte è pur sempre progettata dall’uomo (in una fase iniziale?) ma è, o meglio, potrebbe essere, capace di auto-programmarsi, dunque di pensare esattamente come un essere umano.

L’IA ci aiuterà a risolvere problemi che ci tolgono tante energie e tempo, ci darà l’opportunità di dedicarci alla creatività ma veramente sarà tutto così limpido? Se penso all’Intelligenza Artificiale forte: NO! E mi spiego. Mio nonno mi raccontava che il grano lo si raccoglieva a mano quindi ci volevano decine e decine di persone per tanti giorni. Oggi lo facciamo con una mietitrebbia, basta una persona e molto meno tempo. Ma se invece lo facesse completamente un robot? E quindi mio nonno anziché occupare il suo tempo con un’attività priva di creatività (come può essere la cassiera, il camionista e così via) occupasse il suo tempo con attività legate alla creatività? Già fino a qui (attraverso Intelligenza Artificiale debole) nascono sanguinose guerre tra classi sociali (ma sempre per i motivi prima citati, perché ci si scaglia contro il cambiamento e non lo si cavalca). Ma voi pensate invece se mio nonno non dovesse neanche essere creativo perché ci sarà l’Intelligenza Artificiale forte che sarà in grado di farlo. Ha molta più conoscenza di noi. Ha più capacità di legare le discipline tra loro. E dunque, l’essere umano che ruolo avrà nei prossimi anni in un Mondo di questo tipo? Qual è il senso che avrà un essere umano? Già oggi ci sentiamo smarriti, e domani?

Il mio sollievo umano è nei confronti di quelle categorie come camerieri, cassieri, commessi, muratori, autisti, netturbini, fattorini, operai, camionisti e così via, che potranno dedicarsi alle attività che un essere umano è realmente portato a fare: che sono quelle legate alla creatività. Dall’altra c’è una grande preoccupazione perché questi esseri umani non riusciranno mai a diventare improvvisamente programmatori di Intelligenza Artificiale o figure specializzate, dunque come vivranno? Questa è una questione molto complessa. 

Ma l’impatto sociale non si limita a quelle categorie sopra citate, perché se IA sarà in grado di auto-programmarsi e dunque di essere creativa vorrà dire che un robot tranquillamente può lavorare al posto di un architetto, di uno stilista, di un artigiano, di un imprenditore o di un giornalista. O magari anche di un politico. Ecco, pensiamo al fatto che nel 2050 saremo oltre dieci miliardi di esseri umani, noi, esattamente, cosa faremo? Elon Musk suggerisce di essere alleati dei robot e di stare al loro passo di apprendimento dunque vorrà dire che noi dovremmo adeguarci ai ritmi dei robot, e se sì, come? Non penso e non immagino una popolazione esperta di ingegneria sull’IA. La società è sempre stata tale perché vi sono equilibri tra differenti categorie, differenti interessi, dinamica e non piatta, ognuna indispensabile per l’altra, e immaginando un Mondo che impatterà sempre di più nei prossimi decenni è cosa certa che non saremo più noi “la migliore specie” ma magari ci sarà quella dei robot attraverso la Forte Intelligenza Artificiale. Dunque, il mercato arriverà sempre prima della politica, e quest’ultima potrà opporsi quanto vuole che uno tsunami non potrà mai fermarlo, neanche schierando gli eserciti. Lo tsunami arriva, lo aspettiamo sulla spiaggia credendo di essere più forti oppure lo raggiriamo e cavalchiamo la sua onda?

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