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Le bimbe di Giuseppe Conte

Attualità
La pillola della domenica
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Giuseppe Conte o, come scrisse nel memorabile tweet Donald Trump, Giuseppi Conte è il protagonista, indiscusso, della politica italiana delle ultime settimane. 

Dalle Sardine alle Bimbe è bastato un attimo e per fortuna è rimasta fuori la polemica politica perché le Bimbe hanno più passione erotica che passione politica. 

Questo fa piacere visto che l’erotismo nella nostra società è sempre stato un grande tabù. Ma le Bimbe sono convinte dal carisma del Premier Conte. Pacato, sicuro, responsabile, composto, elegante, raffinato. Questa è la percezione. E la percezione detta la realtà, sempre. Anche in questo caso.

In questo momento di forte vulnerabilità però ci affidiamo, politicamente, a colui che sente il peso sulle spalle e parla con responsabilità. Perché siamo sinceri, gli italiani odiano i politici a prescindere ma un in momento delicato come questo, tra qualche lamentela e non, quasi tutti si sentono in un modo o nell’altro spaventati. 

Spaventati dal nemico invisibile ma sia chiaro: la colpa non è del Virus così come non è colpa del terremoto. Perché? Perché il terremoto non uccide nessuno: uccide l’edificio che ti cade in testa progettato dall’uomo. 

Il Virus uccide, certo, ma dico tutto ciò per indicare la grave carenza che abbiamo in questo Paese su una visione a lungo termine. In alcune Regioni d’Italia sono bastati solo 50 casi di positivi su centinaia di migliaia di abitanti per far quasi collassare un sistema sanitario, praticamente un semplice condominio. Ci rendiamo conto di quanto siamo impreparati e vulnerabili davanti a tutto questo? 
Il problema non è il Virus. Il problema è la capacità di essere resilienti ovvero di resistere agli urti. Il Virus in questione, il Covid-19, è un urto. Così come lo sono tutti i fenomeni naturali.

Insisto fortemente su questo punto perché è pur vero che viviamo in una delle epoche migliori della storia dell’umanità ma ciò non vuol dire che i problemi improvvisamente sono risolvibili con un battito di ciglia

I problemi esisteranno sempre e saranno sempre pronti lì fuori per testare il nostro grado di resilienza e quest’ultima capacità può essere tale se soltanto incominciamo a guardare ai prossimi vent’anni, cinquant’anni, cent’anni, duecent’anni, mille anni perché è una sconfitta, e in questi giorni lo viviamo sulla nostra pelle, ragionare solo alle prossime elezioni e nell’assoluto e immediato presente. Tutto, ora e anche subito.

Il Virus è qui. Adesso facciamo il processo al passato e ci daremo forza per il futuro poi però una volta finita la questione Covid-19 ognuno tornerà nel proprio egoismo culturale tornando a pensare soltanto all’istantaneo presente e trasformando la nostra umanità in un eterno ritorno. 

Sembra di vivere sempre lo stesso film, sempre le stesse reazioni e le stesse mancate promesse. Ma, come esseri umani, non siete stufi di tutto questo? Non siete stufi di dover cadere sempre negli stessi errori? 

Quando siamo stressati la colpa non è dello stress. La colpa è la nostra che non riuscendo a gestire una determinata situazione allora ci sentiamo stressati. Se avessimo ideato il sistema sanitario a forti periodi di stress molto probabilmente la situazione, oggi, era più rassicurante, non risolta, assolutamente, ma certamente più rassicurante. 

E ritengo che dobbiamo correre in questa direzione per ogni fenomeno che da un momento all’altro può bloccare un intero Paese. Virus e terremoti in primis. Il tempo non c’è. Bisogna agire. 

Ma si sa, alla fine, tutto tornerà come prima come se niente fosse e torneremo ancora con la frustrazione per odiare qualcun altro, oggi chi va a correre, domani chissà. Ma nel frattempo le Bimbe di Giuseppe Conte festeggiano e almeno vedo in questo un sano femminismo che prende il suo spazio. 

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