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La pillola della Domenica

Attualità
La pillola della domenica
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L’1% di 24 ore sono 14,4 minuti e sono i minuti che basterebbero ad ogni italiano per leggere un paio di pagine di un libro al giorno per essere “diverso dalla maggioranza”. In un mese un libro può essere letto tranquillamente ma questo viene fatto solo da poco più del 10% degli italiani. Sei italiani su dieci ritiene, viste le azioni, che leggere non sia importante e spesso giustifica ciò con la famigerata frase “non ho tempo” e allora mi sono messo alla ricerca dei dati cercando di capire cosa occupa così tanto tempo le giornate degli italiani. Secondo Globalwebindex, un italiano spende in media: 6 ore e 4 minuti su Internet, 1 ora e 51 minuti sui social media, 2 ore e 57 minuti TV, streaming, video e 44 minuti ascoltando musica. In tutto questo tempo non riesco a credere che nessuno non abbia 15 minuti per leggere un paio di pagine. Non ci credo se soltanto se penso che Obama quando era Presidente degli Stati Uniti d’America leggeva, tutti i giorni, almeno 30 minuti. Insomma, se il tempo lo riusciva a trovare Obama non vedo perché non dovremmo noi comuni mortali. Ma al di là di questa mia “lezioncina da maestrino” quasi scontata sull’importanza della lettura posso raccontare la mia esperienza.                                                                        

Premetto che ho sempre amato leggere e che l’ho sempre fatto però l’ho fatto senza mai crearmi una vera e propria abitudine. Esatto, abitudine. Il nostro successo è frutto delle nostre abitudini e così da Luglio 2019 ho incominciato a leggere almeno 30 minuti al giorno come obbligo. Un obbligo che è durato per pochi giorni in quanto poi è diventata una vera e propria abitudine. Ora non ne posso fare a meno. Così come non potevo fare a meno di guardare quattro storie su Instagram. La differenza? La percepisco dentro di me ed è magica. Vedi la realtà in maniera diversa, incominci a pensare per approfondire sempre di più, migliori il tuo linguaggio, e che dire: può bastarti?                                                     

Ripartire da noi stessi è la più grande responsabilità che un essere umano possa avere in quanto capace di disegnarsi il proprio destino. Nietzsche scrisse “le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità” e penso che andando avanti con la convinzione che leggere non sia importante non lasciamo indietro solo le persone ma un intero Paese.

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