Pensare Oggi Per Scrivere Il Domani

La medicina è la cultura

Attualità
Reading Time: 2 minutes

La medicina è la cultura

Scorrendo con gli occhi il calendario vi sono presenti innumerevoli Giornate istituite a difesa di qualcuno e contro le violenze. Credo che non vi sia nulla di più ipocrita che marcare ancora maggiormente una diversità, con una specie di tentativo di ghettizzazione culturale, e oserei dire anche inutile in quanto per cambiare la forma culturale ed educarla al rispetto le responsabilità vanno oltre una Giornata formale.

È riduttivo addossare le responsabilità solamente al contesto in quanto siamo noi, consapevoli o meno, ad adeguarci ad esso. È responsabilità della scuola che magari si limita alle discipline evitando di formare caratteri e spessori critici. Vero. È responsabilità dei componenti della famiglia che hanno un ruolo cruciale per trasmettere dei valori. Vero. Ma credo che al primo posto vi sia, in modo assoluto, l’individuo. 
Le dinamiche culturali di una società partono da responsabilità individuali e dunque nessuna legge potrà mai avere un valore se un individuo prima non riconosce questo. 

L’omofobia non la risolvi per Decreto. Le discriminazioni delle donne non le risolvi con le quote rose. La violenza sulle donne non la risolvi con una legge.
Vi è prima di tutto questo una condizione pre-politica che è quella culturale. Non possiamo e non dobbiamo cedere alla sete di giustizia se prima non vi è una condizione culturale adeguata. Una forma culturale che possa essere in grado di indignare e accusare non solo gli altri ma anche se stessi. 
Ma, la forma culturale si esprime con la parola. Prima di baciare una persona noi la amiamo con le parole prima che con l’azione e così avviene per ogni sentimento. Prima la parola poi l’azione. Ed è doveroso fare un esempio che possa far comprendere la forte cultura maschilista presente nel nostro Paese.

Tutti noi conosciamo Rocco Siffedri, noto porno attore, e tutti noi sappiamo come viene etichettato; dalla serie “Grande Rocco!”, “O sei ricco o sei Rocco!”, “Fattele tutte”, “Sfondale”. Poi però se prendiamo a parità di esposizione mediatica una donna con uguale forza erotica, ad esempio Malena La Pugliese, lei allora è sicuramente “una tr***”. Capite bene che qui non va ad agire una legge ma una forma culturale, profonda, difficile da cambiare e che è ben radicata in ogni individuo; tutto questo si riflette poi in azioni che comportano problemi economici e sociali come ad esempio la disparità di salario tra uomo e donna.

Dinnanzi a questa realtà occorre educare noi stessi ma anche e soprattutto i bambini. A questi va spiegato in modo diretto la realtà; va spiegato che esiste la morte, le cose “brutte” e smetterla di consolarli in illusioni che poi creeranno solo delusioni nutrite da aspettative non reali.
Siamo brutali perché è meglio essere tali che essere ipocriti. Siamo brutali perché solo così possiamo andare oltre il contentino che una legge può dare. La legge cura il sintomo, non la causa, a quest’ultima c’è solo una medicina ed è la cultura.

Tutti i diritti riservati a https://www.increscita.net/sito/