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La Mafia esiste- Ed. 4

Attualità
La Mafia esiste
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Il femminismo nella ‘ndrangheta?

Da tempo mi domando: “L’ascesa sempre più forte del femminismo, oggi, avrà mai un riflesso anche nella ‘ndrangheta?”. Così dopo una lunga chiacchierata con Luigi Bonaventura sul ruolo delle donne nella ‘ndrangheta: sono emersi diversi spunti interessanti.
È innanzitutto fondamentale comprendere il fatto che le donne svolgono un ruolo rilevante in quanto trasmettono i “valori” dell’omertà e della vendetta, curano le relazioni, mantengono i segreti ed educano i propri figli; e tutto questo già mi basta per comprendere la loro rilevanza in quanto il fenomeno mafioso va compreso dalle proprie dinamiche culturali. La ‘ndrangheta non è affatto immune alle dinamiche della globalizzazione e della società in quanto è camaleontica e capace di adeguarsi ad ogni nuova forma culturale. Se, giustamente, le donne avranno un ruolo sempre più importante, e penso alle aziende, alla politica (nonostante siamo ancora molto indietro in questo): perché mai nelle organizzazioni criminali tutto questo non dovrebbe avere un riflesso? Le donne contribuiscono educando al “valore” che lo Stato è il nemico e occorre avere, quasi con accezione eroica, la forza di combatterlo per essere vicino ai più deboli. Ma quanto peso ha tutto questo poi nella realtà? A mio avviso la questione “più pesante” corrisponde con la questione più importante, quella culturale. Occorre sradicare dei valori, agire sull’educazione e non limitarsi al non farlo o magari spettacolarizzando delle dinamiche complesse. Ogni essere umano nasce innocente ed è costretto da subito, per sentirsi accettato, ad omologarsi a dei valori dell’ambiente in cui nasce. Le donne hanno un ruolo cruciale pure se apparentemente in secondo piano, ma, con il tempo: potranno mai essere ancora più rilevanti nella ‘ndrangheta?

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