Pensare Oggi Per Scrivere Il Domani

La Mafia ama l’ambientalismo

Attualità
La Mafia esiste
Reading Time: 2 minutes

Quando si parla di “Mafia” l’immaginario collettivo, me compreso, pensa alle pistole, alla violenza e alle scene di crudeltà. Non è sbagliato, sia
chiaro, anzi. Il messaggio è quello giusto: trasmettere paura e terrore. Ma
questo non basta.

La Mafia va intesa come un camaleonte. Il camaleonte assume colori
diversi in base ai messaggi che vuole comunicare e in base ai diversi
contesti. I mafiosi sono degli “autentici” esseri umani in quanto hanno
capito il potere della capacità di adattamento. Sono dei veri e propri
camaleonti.

Li puoi trovare in giacca e cravatta in un ufficio comunale come li puoi
trovare ad uccidere qualcuno in una località nascosta. Sono diverse facce
ma tutte appartenenti alla stessa medaglia, ognuna di esse con un ruolo
ben preciso.

Oggi viviamo in un’epoca dove alcune dinamiche culturali sono diventate
più forti. Tra queste abbiamo il femminismo e l’ambientalismo. La
domanda da porsi è “queste dinamiche culturali hanno un riflesso
nell’organizzazione della criminalità organizzata?”

L’ambientalismo, almeno per i più giovani, ha un volto che è quello di
Greta. Non potete immaginare i salti di gioia (sono ironico, eh!) quando
ascolto le loro argomentazioni. Ma sia chiaro, non faccio il professorino.
Ci tengo a precisare che banalizzare un problema serio rischia di far
perdere credibilità alla risoluzione del problema stesso.

Provo a farla più semplice. Se pensi che l’ambientalismo sia comprarsi una
borraccia ecologica, utilizzare solo il treno per spostarsi, non comprarsi i
vestiti nuovi ma quelli usati: stai banalizzando un problema.

Grazie a Greta anche le nuove generazioni parlano di ambientalismo ma
lo fanno, a mio modesto avviso, nel modo sbagliato perché la
consapevolezza conosce una sola strada: la conoscenza.

Non è possibile essere consapevoli senza conoscere i dati. Quest’ultimi
sono l’unica arma oggettiva che può farci fare un dibattito sano, senza
ideologia e senza propaganda.

L’ambientalismo è strettamente collegato alle dinamiche culturali e
quest’ultime presuppongono delle scelte. Per capire come risolvere
questo tema epocale dobbiamo porre al centro l’essere umano. Capire
cosa fa l’uomo durante la sua giornata, quali sono i suoi bisogni, a cosa
può rinunciare e a cosa non può rinunciare, quali sono i suoi desideri,
cosa mangia, come si veste e come si sposta.

Ecco, queste domande possono avere una risposta attraverso
l’educazione e l’amministrazione. Non puoi creare una nuova economia,
un nuovo modo di lavorare e un nuovo modo di spostarsi: scimmiottando
in piazza, urlando per un paio di ore e poi tornare a casa come se niente
fosse.

Educare e amministrare sono i pilastri che possono tenere fuori la
criminalità organizzata dalle politiche ambientali. La Mafia ci si è buttata
da tempo: i rifiuti, l’agroalimentare ed energie rinnovabili; e tutto questo frutta miliardi (16,6 miliardi di euro – Legambiente 2019) che possono
essere sottratti alla Mafia solo se i problemi vengono affrontati con
onestà intellettuale e senza scopi ideologici.

Se lasciamo il dibattito al litigio, alla polemica e alle ideologie: lasciamo
terreno fertile alla criminalità organizzata perché incapaci di formare una
proposta concreta ci sarà qualcun altro che la farà più veloce di noi e
anche meglio. La Mafia ama l’ambientalismo.

Tutti i diritti riservati a https://www.increscita.net/sito/