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La democrazia e la vera uguaglianza

Attualità
Uguaglianza
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“La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi.” Jean-Jacques Rousseauseau diceva così. Sembra una frase quasi fuori dal nostro tempo eppure analizzandola con una seconda lettura se ne capisce l’attualità.

Stiamo creando popoli con sempre più disuguaglianze. Popoli con sempre più poveri e con una grande differenza fra le classi sociali. Siamo arrivati al traguardo “Democrazia” dopo migliaia di persone che hanno perso la vita o la libertà per quest’obiettivo.

Dire che la democrazia è solo il “far votare tutti” è falso. La democrazia è anche questo, ma riprendendo i valori della rivoluzione francese “Liberté, Égalité, Fraternité”, molto attuali anche se pronunciati nel 1789, è l’avere tutti gli stessi diritti e doveri, la democrazia è l’essere veramente tutti uguali. Possiamo dire questo oggi? Di base sì, a livello giuridico, però ci sono elementi che ne rendono difficile la realizzazione.

Esistono, infatti, tante motivazioni (disuguaglianza sociale, economica etc.) che la rendono ancora non compiuta del tutto. Una fra tutte è la criminalità organizzata che sarà l’oggetto della mia riflessione.

Il concetto più evoluto di democrazia si interrompe quando nostri cittadini italiani sono sotto usura, pizzo o ricattati dai malavitosi. Fino a quando ci sarà la criminalità organizzata nel nostro Paese, non saremo del tutto democratici. Se a un giovane cittadino nato in contesti difficili non si danno le stesse possibilità di successo nella vita che a un giovane cittadino ricco, magari nato nel centro della Capitale, di Milano o di Napoli, allora la democrazia nella sua massima versione non è ancora stata compiuta. Il processo per la democrazia è ancora lungo.

Non fraintendetemi “È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature” diceva Sandro Pertini. Come non essere d’accordo. La mia riflessione è infatti sul compimento, che qualcuno definirebbe utopistico, ma che semplicemente chiede un po’ di politiche serie e di buon senso, della democrazia. Siamo un Paese democratico? Innegabile, ma abbiamo ancora delle ferite che dobbiamo curarci e che ci portiamo da troppo tempo anche perché spesso facciamo finta di non vederle per interessi personali o per paura. Un chiaro riferimento alla criminalità organizzata e al combatterla. Molti mi dicono che ci sarà sempre. Da piccolo mi insegnarono: “La speranza è l’ultima a morire” e da giovane cittadino innamorato dell’Italia non me la farò portare via da vecchie frasi che lasciano il tempo che trovano come “La criminalità organizzata non morirà mai visto che è nata prima dello Stato Italiano” che spesso lascia anche passare un messaggio ”Sono arrivati prima loro”, come i bambini quando giocano “L’ho preso prima io e quindi è mio”. Ridicolo. Con i bambini ci si deve fare una risata perché credo sia normale, ma con certi adulti rimane solo l’incredulità e la delusione. Combattere la criminalità organizzata è uno dei principali punti se vogliamo davvero far ripartire il Bel Paese. Se qualcuno avesse paura, lasci lo spazio a chi invece lotta tutti i giorni per la giustizia nei contesti difficili.

Ogni giorno dei cittadini rischiano di perdere la libertà o la vita per dei valori, ma troppo spesso vengono lasciati soli.  

Tommaso

Ama la sua città e la considera la più bella al mondo. Romano e romanista, appassionato di politica e fondatore del progetto InCrescita. Europeista e pieno di energia per le battaglie in cui crede per il bene dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Qualcuno lo definisce anche idealista.

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