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Il castello di Manfredonia: un caso tutto italiano

Attualità
Castello di Manfredonia
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A Manfredonia, importante cittadina pugliese situata sul Gargano, da mesi sta ormai andando in scena una vicenda paradossale, che condensa attorno al suo bellissimo castello storiche lentezze, ataviche inefficienze e sempre nuove polemiche. A ben vedere la storia, nella sua interezza, comincia più di mezzo secolo fa, esattamente quando, nel 1964, l’amministrazione comunale decide di avviare l’iter burocratico per cedere il bene artistico-culturale allo Stato, al fine di assicurarne una migliore tutela e una più proficua fruizione. L’impianto progettuale originario prevedeva di consegnare in breve tempo alla collettività un museo che potesse ospitare le celebri steli daunie, tanto che l’accettazione della donazione, quattro anni più tardi, venne formalizzata con esplicito vincolo di istituzione museale. Il paradosso della vicenda consiste nel fatto che, ad oggi, il castello risulta ancora in larghi tratti chiuso al pubblico per lavori di varia natura, che comprendono restauri, ampliamenti e installazioni impiantistiche. Quando nel 2018 il Rotary club di Manfredonia cercò di sottoporre all’attenzione dell’UNESCO l’importanza delle lastre funerarie, la sala che le ospita non era ancora visibile al pubblico.

Lavori castello Manfredonia
Lavori al castello di Manfredonia, foto: ManfredoniaNews.it

Come se tutto questo non fosse già sufficiente per scoraggiare i cittadini, che visto l’incremento tendenziale delle visite nei siti artistici e archeologici della Puglia speravano nel rilancio dell’immagine e del nome di Manfredonia, a settembre è stato avviato l’ennesimo ciclo di lavori. E a far discutere, vista l’enorme risonanza dell’accaduto, stavolta non sono né i tempi, né gli obiettivi (peraltro assai nobili) dell’intervento. Nel realizzare un piano di interventi che possa consentire anche ai portatori di disabilità motorie di godere degli splendidi percorsi sulla cinta muraria, gli incauti progettisti hanno predisposto la realizzazione di un ascensore all’interno della Torre della Polveriera, quella esposta a nord-ovest. Per quanto l’importantissimo diritto all’accessibilità si fondamentale in ogni ambito, tale che una società senza barriere architettoniche possa diventare sempre più diffusa, l’interrogativo che queste operazioni sul già martoriato castello di Manfredonia fanno sorgere è solo uno: considerando tutti i sistemi di aiuto alla deambulazione che ormai vediamo nella nostra esperienza quotidiana sui mezzi pubblici o anche in ambienti domestici dalle ben più modeste dimensioni, veramente non si è riusciti a trovare una tipologia di intervento meno intrusiva?

Castello Manfredonia
Castello Manfredonia

Riccardo Frascolli

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