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Il caso Montanelli fa bene alla Mafia

Attualità
La Mafia esiste
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Era il 1977 quando Indro Montanelli fu gambizzato dalle Brigate Rosse all’ingresso di Parco Cavour a Milano e oggi in quel luogo c’è una statua a lui dedicata. Una statua di bronzo che rappresenta il giornalista seduto a battere a macchina, come era solito fare, su una pila di giornali.

L’ultimo attacco alla statua di Montanelli non è il primo in quanto nel passato ci sono già stati dei casi di imbrattamento: o da parte di famigerati “comunisti” o da parte di famigerate “femministe”. L’accusa che viene fatta a Indro Montanelli è quella di essere stato un “razzista” e uno “stupratore”.

Secondo i terroristi dell’ISIS che abbiamo nel nostro Paese ovvero “comunisti” e “femministe” (che sono evidentemente frustati di un Presente che li identifica come “irrilevanti” e dunque devono scavare nel Passato per dare uno scopo alla loro esistenza) Montanelli fu “razzista” perché fascista e fu “stupratore” perché comprò una bambina di dodici anni in Africa. E per sentirsi “dei numeri 10” come canta Cesare Cremonini nella canzone “Nessuno vuole essere Robin”: attaccano e offendono la cultura di un Paese esattamente come i terroristi dell’ISIS a Palmira distruggono l’identità culturale a colpi di martello, qui invece a colpi di vernice e scritte, e anche con tanto di video e di colonna sonora per accompagnare il loro gesto eroico.

Potremmo discutere dei fatti e non delle opinioni che raccontano come Montanelli fu fascista e anche come non fu più fascista durante il fascismo: tanto da essere condannato a morte, e salvato per Divina Provvidenza. Potremmo raccontare che l’acquisto della bambina in Africa era, come purtroppo ancora oggi esiste in alcune parti del Mondo, un costume locale. Questo, per essere chiari, non giustifica l’azione di Montanelli ma non la giustifica nella misura in cui noi guardiamo una cultura con i nostri occhi e i nostri schemi morali. Gli eventi vanno contestualizzati nel loro tempo. Certo, lascia sgomento quando Montanelli quasi con un’accezione da “Macho” rivendica l’acquisto della bambina africana in diverse interviste.

La domanda che dobbiamo porci è la seguente: è utile, oggi, discutere se una statua sia “giusta” o “sbagliata”? Perché il Caso George Flyod negli USA, come un Virus, ha fatto scendere in piazza tutto l’Occidente solo per il gusto della spettacolarizzazione della lotta contro il razzismo. Viviamo in un sonno continuo e poi appena esce una notizia ci ricordiamo “Ah cazzo, ma c’è il razzismo. Fammi scendere in piazza per fare un po’ di casino”. Il punto non è se scendi in piazza con il cartellone in mano “Salvini Merda” o “Trump Razzista” ma è: cosa fai quando torni a casa dopo la manifestazione. Il punto non è se vai a votare, che ti fa sentire cittadino democratico, ma cosa fai al di là di un voto che c’è ogni cinque anni. Qual è il tuo contributo culturale al Paese? Cosa fai nella tua vita per un cambiamento culturale? Cosa fai ogni giorno, non una volta tanto quando esce la notizia e il nemico da combattere, per dare un contributo?

“La domanda che dobbiamo porci è la seguente: è utile, oggi, discutere se una statua sia “giusta” o “sbagliata”? Perché il Caso George Flyod negli USA, come un Virus, ha fatto scendere in piazza tutto l’Occidente solo per il gusto della spettacolarizzazione della lotta contro il razzismo”

Il dato sconcertante è che mentre noi diventiamo dei criceti la Mafia ringrazia. Noi corriamo sulla ruota e restiamo sempre fermi ovvero ogni settimana troviamo il nemico di cui abbiamo bisogno per giustificare il nostro rancore e la nostra frustrazione. Ogni settimana abbiamo un motivo nuovo per indignarci dimenticandoci di problemi molto più impattanti sulla vita delle persone. Se lo scopo è fare polemica la strada è quella giusta. Se lo scopo è quello di costruire un Paese con una forza culturale la strada è quella sbagliata. Non è la mia opinione, sono i fatti.

Montanelli se fosse ancora vivo sarebbe morto dalle risate a vedere quello che sta accadendo ma dispiace che anche lui sia vittima come Silvia Romano. Una vittima utile per la mediocrità delle persone e per la gioia dei numeri dei media. Insomma, un’arma di distrazione di massa. È il nemico perfetto di cui abbiamo bisogno. Scatenatevi, continuate a farlo. Poi tra qualche decennio capiremo dove il nostro Paese è riuscito a fare passi in avanti. Nel frattempo la Mafia corre, va avanti, ricicla, fa usura e noi qui, come dei deficienti, a perdere del tempo sulle notizie per criceti. Se questa è l’Italia che vogliamo va benissimo, basta dirselo.

“Il dato sconcertante è che mentre noi diventiamo dei criceti la Mafia ringrazia. Noi corriamo sulla ruota e restiamo sempre fermi ovvero ogni settimana troviamo il nemico di cui abbiamo bisogno per giustificare il nostro rancore e la nostra frustrazione”

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