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I medici e gli infermieri non sono eroi

Attualità
La pillola della domenica
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La fame di notizie delle ultime settimane è fondata esclusivamente sul terrore. Quest’ultimo è l’elemento indispensabile per cibare la nostra irrazionalità e le strategie dei gruppi editoriali.
Gli italiani sono spaventati e accettano di esserlo mentre sono bombardati dai giornali e dalle televisioni, giorno dopo giorno, minuto per minuto, dalla questione Covid-19.
Ricordo ancora, con molto dispiacere, quando la Rai fece ascoltare durante un servizio del Tg1 dell’ora di pranzo: una telefonata tra un’anziana e le forze dell’ordine dopo una forte scossa di terremoto (Centro Italia 2016-2017).
La signora era terrorizzata e giustamente urlava chiedendo aiuto. All’epoca mi chiesi il motivo di quella scelta. Oggi mi pongo ancora quella domanda e non ho risposte se non addirittura altre domande.
In questi giorni stiamo assistendo, soprattutto nei servizi televisivi (anche sui social), continui filmati del personale sanitario che lavora nelle terapie intensive, nei reparti e nei pronto soccorso facendo vedere i pazienti.
Le immagini sono più forti delle parole e nessuno tiene conto di quest’ultime durante un servizio perché preso dal racconto visivo. Un racconto tragico dai fini di puro terrorismo mediatico con il solo obiettivo di impaurire le persone. Non c’è altra intenzione se non questa.
I racconti tragici sono importanti per la nostra essenza perché ricalcano il peso della vita ma un conto è testimoniare la trincea del dolore, altra questione è strumentalizzare mediaticamente gli eventi storici.
E ciò che mette in evidenza questa netta distinzione è il tono. Un tono di allarmismo, di immediata e continua preoccupazione con il solo scopo di procurare terrore.
“E ma allora non ne dovrebbero parlare?”. Bisogna parlarne ma smettendola di mettere in risalto la sofferenza umana come esibizione di elemento tragico per attirare attenzione e di professare l’ipocrisia di creare degli “eroi” nei reparti (che sono diventati “trincee”).
È ridicolo e sono sicuro che gli stessi operatori sanitari odiano e non tollerano questi continui elogi ingiustificati dal retrogusto di pura ipocrisia. Da una parte elogio la battaglia che fanno i medici e gli infermieri, dall’altra terrorizzo le persone attraverso le immagini.
I medici e gli infermieri non sono eroi come non lo sono le forze dell’ordine. Sono uomini e donne che semplicemente fanno il loro lavoro. Un lavoro umano, difficile, faticoso. Lasciamo stare la retorica chic di definire “eroe” un lavoro che ha la stessa dignità di qualsiasi altro. Non c’è nessun vittimismo, c’è solo l’intolleranza all’ipocrisia che è un difetto culturale che distrugge il nostro Paese.
Questo è il Paese degli eroi a giorni alterni. Quando c’è l’enfasi mediatica tutti con le frasi fatte, quando tutto finisce, grazie e arrivederci. Trovo disgustoso appartenere ad una società che si caratterizza per tutto questo. Lascio, come sempre, la retorica ai mediocri.

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