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I 3 motivi per cui difendo Amadeus

Attualità
Amadeus
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In queste ultimi giorni il conduttore Amadeus è stato protagonista della solita polemica mediatica all’italiana, a conferma del fatto che in Italia si fa polemica su tutto, ognuno si crede un individuo di alta moralità e depositario della verità; ovviamente, siamo sempre pronti a fare un passo indietro rispetto alle nostre responsabilità culturali: la colpa è sempre degli altri, mai la nostra, non è vero? La scintilla che ha fatto scoppiare la polemica è la continua ripetizione della parola “bella” riferendosi alle co-conduttrici che affiancheranno il conduttore durante il prossimo Festival di Sanremo, e il passaggio “capace di stare un passo indietro rispetto al proprio uomo” figlio, a mio avviso, di un ambiente culturale in cui io non mi ci riconosco ma che non voglio criminalizzare. Amadeus lo difendo per tre motivi:

1- Amadeus non può essere criminalizzato perché rappresenta un prodotto culturale figlio di un determinato ambiente culturale, e non mi posso sentire scandalizzato da tutto questo; viviamo in Italia, nel Paese dove avere una sessualità differente dal comune per molti significa essere “malati”. Dunque, di cosa dovrei stupirmi? Amadeus è la punta dell’iceberg e dunque polemizziamo sull’effetto e non sulla causa. Così come avviene per il tema dell’immigrazione. Perché non parliamo mai delle cause che portano i migranti a scappare dalla propria terra? Ci limitiamo a creare spettacolarizzazione attorno al fenomeno mediatico Salvini-ONG; ma con questo atteggiamento, voi credete che noi possiamo risolvere un problema culturale così profondo e complesso? Io non penso affatto. Siamo troppo concentrati su ciò che è visibile ma quest’ultimo dipende dall’invisibile ovvero dalla vera forma culturale che ognuno di noi ha dentro di sé.

2- Amadeus è l’espressione di un’Italia, che vi piaccia o meno, che esiste, e lui si rivolge esattamente a quel pubblico. Gli autori dei programmi televisivi si pongono l’obiettivo di massimizzare il più possibile gli ascolti per fare profitti. Smettiamola con la retorica della cultura in prima serata. Fosse per me trasformerei la televisione solo in televisione culturale ma se vi sono programmi che portano avanti determinati modelli evidentemente è perché c’è una domanda culturale da parte del pubblico, o no? La televisione punta, giustamente, a fare profitti ma questi li fa su determinati “bisogni” del pubblico. L’italiano ama il pettegolezzo? La televisione propone il pettegolezzo. L’italiano ama il sentimentalismo? La televisione propone il sentimentalismo, e così via. Non mi stupisco.

3- Sanremo 2016 fu caratterizzato dalla presenza di Gabriel Garko, attore ma anche modello, chiamato per la sua bellezza che evocava al pubblico femminile. Gabriel Garko è stato chiamato per questo in quanto modello. Allo stesso tempo Francesca Sofia Novelli è stata chiamata in veste di modella dunque perché scandalizzarsi se un conduttore dice di aver chiamato una modella in quanto bella? Mi stupirei se non fosse così. Qui potremmo parlare delle icone di bellezza e così via ma ciò non importa adesso. Il dato fattuale è che la bellezza è sempre stata messa in primo piano sia per gli uomini che per le donne durante il Festival di Sanremo. Giusto o sbagliato? Non me la sento di moralizzare né tantomeno di criminalizzare. Io non voglio iscrivermi a nessun costo al Tribunale della Santa Inquisizione.

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