Pensare Oggi Per Scrivere Il Domani

Feste di Natale: una polemica assurda

Attualità
Stazione Governo
Reading Time: 2 minutes

Siamo una Nazione allo sbando! A confermarlo è la polemica sulle feste di Natale, il problema degli italiani in mezzo ad una pandemia è il cenone di Capodanno con 40 persone. Il Governo sta gestendo la crisi più grande dal secondo dopoguerra e l’opposizione l’attacca perché forse non lascerà fare le ammucchiate per strada. Fino ad un anno fa al solo pensiero di rivedere tutti i parenti o di dover organizzare il Capodanno cadevamo in un senso di depressione che terminava il 7 gennaio. A chi dice che con queste restrizioni durante le feste natalizie i commercianti falliscono voglio ricordare che siamo sempre 60 milioni di persone che mangiano a prescindere dal numero di persone intor. Ciò vuol dire che dall’estate da irresponsabili non abbiamo imparato nulla, anzi ci ostiniamo a dar ragione a quei “virologi” sostenitori del “non c’è n’è coviddi”. Era da matti pensare a giugno che avremmo potuto fare come ci pareva senza conseguenze, ma è da criminali pensare oggi che si possano rifare quegli errori il 25 e il 31 dicembre. Tutto questo è dovuto da una crisi sociale precedente a quella creata dalla pandemia, ma col Sarscov2 si è aggravata: se a marzo i karaoke dai balconi erano squallidi almeno davano un senso di unione, ora la coesione della popolazione è assente e non solo per via dei complottisti, ma anche per tutta quella gente che a fine novembre pensa alle festività. La divisione tra ricchi e poveri è sempre più netta e se si continua di questo passo rischiamo la guerra sociale che favorirà la malavita e chi politicamente se ne approfitta. Noto come sia aumentato l’odio in rete e anche l’ostilità per strada: durante il primo lockdown non vedevamo l’ora di poter uscire e abbracciare chiunque avremmo incontrato, mentre ora avvertiamo con pericolo le altre persone. Quello che a giugno era un dialogo tra chi era più lassista e chi era più prudente ora è quasi un conflitto. Il messaggio che voglio mandare è che il tessuto sociale non esiste più e la polemica sul panettone in 25 o in 4 ne è la prova tangibile: dobbiamo ritrovare un’unità, stringere i denti, utilizzare il buonsenso e sperare di uscire da questa situazione.

Fabrizio Battaglia

Fabrizio Battaglia ho 17 anni, sono romano e faccio il quarto anno del liceo delle scienze umane economico-sociale, appassionato di automobilismo e tifoso della Ferrari

Tutti i diritti riservati a https://www.increscita.net/sito/