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Fascismo e antisemitismo- minacce ancora esistenti

Attualità
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L’antisemitismo e il fascismo persistono. La rete li coadiuva, l’educazione è l’unico rimedio.

L’Italia ha una storia millenaria, che ci dona, in ogni angolo del nostro paese, un motivo di orgoglio per la nostra identità nazionale. Quelle infinite pagine di storia che studiamo a scuola sono il nostro passato, hanno definito il nostro presente e gettano le basi del nostro futuro. Ma la storia, essendo un insieme di opere umane, ed essendo noi una specie perfettibile, ha delle pagine nere. Una di queste è di certo l’orrore nazifascista e il coinvolgimento Italiano nella strage della Shoah. 

L’eroe della democrazia Winston Churchill, senza il quale è possibile che il liberalismo democratico occidentale come lo conosciamo oggi non esista, dichiarò “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti.”. Purtroppo, la Resistenza non ha segnato la fine del fascismo in Italia. La storia contemporanea, dagli anni di piombo alla fondazione di partiti evidentemente nostalgici del ventennio, in particolare a Roma, ha visto molti rigurgiti del periodo, in tutte le sue manifestazioni: antisemitismo, razzismo e ultranazionalismo. Queste sono state poi implementate dall’odierno dibattito sull’immigrazione.

Il più recente riguarda Liliana Segre, senatrice della Repubblica a vita, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah in Italia. La senatrice è bombardata ogni giorno da commenti sui suoi profili social, insultata su tutte le componenti della sua identità: la sua religione, la sua età, la sua continua campagna contro l’antisemitismo e il fascismo in tutte le sue forme. Di seguito riporto solo uno dei peggiori: ”Questa (…) ebrea di m. si chiama Liliana Segre, chiedetevi che cazzo a fatto (così è scritto, senza h, ndr) per diventare senatrice a vita stipendiata da noi ed è pro invasione? Hitler non ai fatto bene il tuo mestiere” (fonte: La Repubblica).  

Per citare Umberto Eco, il web dà voce a una legione di imbecilli, ma il vero problema risulta essere che alcuni di questi sono anche neofascisti e antisemiti. Le parole sono intrise di un odio represso che dà i brividi e fanno vergognare profondamente. La legge Fiano, è stata pensata proprio per contrastare questi eventi (cfr. l’ultimo comma):

“[…] chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, […] è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. 
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.” (Art. 293-bis c.p.).

Ergo, la legge ad hoc contro questi commenti aberranti esiste. Tuttavia, è una cosa difficilissima evitare la pubblicazione degli ultimi per via della facilità di creare nuovi profili con la protezione dell’anonimato sui social network. 

La cosa ancora più preoccupante è che questa legge, come molte altre (la legge Scelba e la legge Mancino, oltre alla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione), sono state costantemente messe in discussione come contrarie ai principi fondamentali della costituzione (libertà di associazione, pensiero politico etc.).

Le domande a cui cercherò di rispondere saranno dunque due. E’ legittimo pensare che la democrazia e il liberalismo includano anche il garantismo di questo tipo di associazioni, e cosa si può fare per ridurre il razzismo e l’antisemitismo, specie Online?

La prima risposta risiede nella definizione di libertà che abbiamo imparato sin da piccoli: la possibilità di essere liberi di fare ciò che vogliamo fino a quando non si danneggia il prossimo: ogni forma di fascismo, razzismo, antisemitismo sono dunque condannabili e non incluse nel garantismo che caratterizza lo stato liberale moderno.

Quanto alla seconda domanda, l’educazione è l’unico rimedio possibile. Se e quando la famiglia instilla idee razziste o antisemite, è la scuola che deve entrare in gioco. Come? Semplice. Fornendo una memoria storica che sia maggiore di una serie di date ed eventi da imparare a memoria per poi buttare nel dimenticatoio il giorno seguente. Il ministro dell’Istruzione ha recentemente aggiunto la prova di storia alla maturità, una riforma secondo me importantissima sotto questo punto di vista, che però andrebbe affiancata a un aumento del ridicolo ammontare di sole due ore della materia (al liceo scientifico). Andrebbe inoltre introdotta, anche solo come alternativa obbligatoria all’insegnamento di Religione, la materia di Cittadinanza e Costituzione, anch’essa prevista semplicemente come inclusa nelle ore di storia. Perché se io penso a perché non ho certi pensieri la prima cosa che mi viene in mente è il mio percorso scolastico, le poche lezioni di cittadinanza e costituzione che ho seguito fin dalle elementari, le giornate della memoria e la mia amicizia con una persona di religione ebraica, che, naturalmente, non era per nulla diversa da me, se non per qualche differenza di vedute su chi ci fosse lassù. Studio, informazione, coscienza, passi necessari per l’eradicazione dell’odio razzista, oggi, con l’odierna situazione dell’immigrazione, più che mai

Emanuele

Adolescente Romano, frequento il liceo scientifico ma con una grande passione per Storia e Filosofia. Tennista e fan del Trono di Spade, penso che la logica e la conoscenza sono le due lenti per non vedere il mondo sfocato.

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