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“Chi me lo fa fare”

Attualità
“Chi me lo fa fare”
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Questa frase, sentita da un controllore di rimando alla richiesta d’un cittadino sul controllo dei biglietti, mi ha fatto riflettere sul modo di affrontare il lavoro nel nostro Paese. L’uomo asseriva che per via della situazione di pericolo derivata dal Covid non si sentiva protetto a fare il proprio lavoro.

Come si può marciare su una pandemia, usandola come scusa per trascurare il proprio dovere? I treni sono tutti messi in sicurezza e igienizzati, i passeggeri obbligati a indossare le mascherine e a mantenere il distanziamento. Allora da dove viene questa affermazione del nostro controllore?Semplice: da una delle piaghe del lavoro in Italia, il menefreghismo. E questa domanda, retorica, ironica, che provoca indignazione istantanea, lo riassume perfettamente. Implica intrinsecamente che in assenza d’un controllo pedissequo dall’alto, il menefreghista non farà mai il suo dovere. Ma non è così che funziona il lavoro. Non è con questo atteggiamento che si raggiungerà la tanto sperata efficienza, l’agognata produttività. 

È questo il cuore del passaggio dall’essere bambini all’essere adulti: l’essere capaci di rispettare i propri doveri con responsabilità, senza essere controllati dalla maestra. 

Se tutti facessero la loro parte l’Italia funzionerebbe sicuramente meglio. Spesso coloro che si lamentano sono gli stessi che sbuffano sul debito pubblico italiano, si lamentano del fatto che non funziona niente o della sporcizia per le strade e poi magari sono gli stessi che lasciano una cartaccia per terra.

Lo Stato deve essere considerato come una casa, lo Stato è la nostra casa, lo Stato è di tutti e solo quando inizieremo a capire questo concetto allora l’Italia sarà un Paese migliore e gli italiani si troveranno meglio e saranno più felici nella loro terra.

Serve un piccolo sforzo da parte di tutti e un po’ di buon senso e piano piano le cose possono tornare a funzionare, alla fine basta solo crederci.

Emanuele

Adolescente Romano, frequento il liceo scientifico ma con una grande passione per Storia e Filosofia. Tennista e fan del Trono di Spade, penso che la logica e la conoscenza sono le due lenti per non vedere il mondo sfocato.

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