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Aperture piste da sci: la polemica continua

Attualità
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Parliamo ancora una volta di riaperture: questa settimana al centro della discussione ci sono finiti gli impianti da sci, certamente rispetto all’obbrobriosa polemica sul pranzo di Natale questo sembra essere un dialogo platonico. In ballo c’è la tenuta economica, la vita di migliaia di persone se non milioni che vivono grazie alle attività invernali e certamente come si è visto in questi giorni non ci si può neanche appellare al buonsenso della gente visto che nelle Regioni passate da rosse ad arancioni ci sono stati assembramenti ovunque. La questione e il problema sono sempre gli stessi: tutelare esclusivamente la salute o rischiare una terza ondata (anche se la seconda ancora non è terminata) e aprire leggermente per dare un po’ di ossigeno agli imprenditori? E’ una domanda da un milione di dollari a cui però modestamente ho una risposta che corrisponde con quella del Governo: proteggere la salute, far diminuire il contagio e solo dopo ciò vedere che succede se si riapre un po’ alla volta. Metodo utilizzato dall’esecutivo anche quest’estate che però ha fallito perché le Regioni hanno voluto fare come meglio credevano e riaprendo le discoteche vi è stato un aumento esponenziale del contagio che a settembre si è mischiato con le riaperture delle scuole e col ritorno alla vita “quotidiana”. Si è ripresentato il mostro del lockdown, che per certi versi nelle zone rosse si è parzialmente avverato, siamo stati chiamati nuovamente a rispettare rigidamente le norme e ci siamo riusciti benino anche se con qualche grave eccezione. Soprattutto per chi abita nelle aree maggiormente a rischio la seconda ondata è stata forse ancora più dura rispetto alla prima, ma le domande che vi pongo sono: vogliamo mandare in fumo tutti questi sforzi per una sciata a Natale? Ci possiamo permettere un altro ritorno del contagio? La mia risposta è sempre la stessa: prima la salute, poi tutto il resto e con oltre 50mila e più di 20mila contagiati al giorno non ci possiamo concedere aperture indiscriminate o comportamenti non consoni al periodo che stiamo vivendo. Purtroppo, è così, non ci possiamo fare assolutamente nulla e si può solo accettare.

Fabrizio Battaglia

Fabrizio Battaglia ho 17 anni, sono romano e faccio il quarto anno del liceo delle scienze umane economico-sociale, appassionato di automobilismo e tifoso della Ferrari

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