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4 motivi per studiare cittadinanza e costituzione

Attualità
Costituzione
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Ecco i 4 motivi per studiare cittadinanza e costituzione nella nostra società.

Con la recente legge 92 del 21 Agosto 2019, in cui viene introdotta la nuova Educazione Civica nel sistema scolastico italiano, voluta sopratutto dal gruppo “Millennials” (giovanissimi appassionati alla politica), il Parlamento ha deliberato che la scelta di se e come insegnare la materia non sarà più a carico della singola scuola, ma vi saranno delle linee guida nazionali a partire dall’anno scolastico 2020/2021 sia nel primo che nel secondo ciclo di studi. L’insegnamento sarà di almeno 33 ore annue (id est, un’ora a settimana), in cui si tratterà di sei temi: Costituzione italiana, Cittadinanza europea, Diritti umani, Dialogo interculturale, Educazione alla legalità e Educazione ambientale; è previsto un voto alla fine dell’anno, stabilito dal coordinatore.

Personalmente, ho accolto con grande gioia questo decreto di legge, che potrebbe essere la migliore riforma, nella sua semplicità, promulgata negli ultimi anni per quanto riguarda il sistema dell’istruzione; infatti, prima di parlare di riforme strutturali al sistema scolastico mirate  a renderlo più utile alla preparazione dello studente al mondo del lavoro (come tentato dalla riforma che includeva l’ASL), bisognerebbe cambiare le materie in senso proattivo alla formazione di un cittadino critico e informato, come questa materia fa. Ecco appunto le ragioni principali che la rendono tale.

Ragione piuttosto ovvia, lo studio dei valori fondamentali della costituzione, della pluralità di poteri democratica, la libertà, la democrazia, l’antifascismo, la sensibilizzazione sull’importanza dell’Unione Europea, il dibattito sulla situazione ambientale sono temi su cui un ragazzo deve essere sempre educato. Tuttavia, non penso sia questa sia la principale utilità della materia, dal momento che i temi citati sopra sono ampiamente discussi in vari altri contesti.

In primo luogo lo studio, seppur basico, delle leggi e del diritto, da sempre messo in secondo piano (materia facoltativa per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica), dà allo studente una visione d’insieme dei diritti – e dei doveri – che lo attendono al raggiungimento della maggiore età. La burocrazia che caratterizza questo stato è stata sempre definita come molto estesa e invadente nelle vite delle persone, e fornire un vademecum fin da piccoli può sollevare i genitori da qualche responsabilità di insegnamento nei confronti dei figli.

Inoltre, la conoscenza delle istituzioni e della loro composizione rende lo studente cosciente del suo ruolo da adulto, della sua parte di potere, del ruolo del voto che dovrà esprimere. Molti arrivano a 18 anni con poche idee e ben confuse su cosa vuol dire votare, per cosa devono farlo ecc., ergo un po’ di cittadinanza aumenta la loro conoscenza e il loro senso critico politico. La parola Cittadinanza non è casuale – cittadini, infatti, non si nasce, ma si diventa. Anche i dibattiti organizzati in classe, in questo senso, possono essere utili. Un piccolo, seppur importante, fattore a cui bisogna prestare attenzione, tuttavia, è il ruolo del professore, che non dovrebbe mai sfruttare il suo ruolo per instillare negli studenti una certa visione politica (cosa che ricorda il ventennio).

Infine, secondo me la conoscenza della costituzione, unita a dibattiti e lezioni speciali in occasione delle feste nazionali e delle ricorrenze storiche della Repubblica, cresce nell’ascoltatore un sentimento patriottico, insegnandogli però la differenza, la sottile linea che intercorre tra questo e il patriottismo fanatico, il nazionalismo, la xenofobia, purtroppo molto sbiadita nelle menti di molti cittadini. Un sentimento nazionale unico è tante volte perduto in Italia, probabilmente a causa del forte regionalismo e pluralismo culturale tra le diverse regioni, una conseguenza della nostra storia e del fatto che siamo un paese formatosi solo 158 anni fa, e una Repubblica di soli 73 anni. Tuttavia, avere un’Italia più coesa vuol dire avere un’Italia più forte, che non perde tempo a rimarcare, un caso su tutti, il divario Nord-Sud, fino ad arrivare a chiedere la secessione, ma che magari canta a gran voce tutte e cinque (perché sì, ne ha cinque) le strofe dell’Inno.

Costituzione

Emanuele

Adolescente Romano, frequento il liceo scientifico ma con una grande passione per Storia e Filosofia. Tennista e fan del Trono di Spade, penso che la logica e la conoscenza sono le due lenti per non vedere il mondo sfocato.

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