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18 marzo: un giorno sempre impresso nelle menti e nei cuori degli italiani

Attualità
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Nella tarda serata di un afoso giovedì 23 luglio, trapela la notizia relativa all’approvazione da parte della Camera di dedicare una giornata della memoria alle vittime del Covid, fissata nella fattispecie al 18 marzo. Tale data infatti, oltre ad esser nota per la registrazione di maggior numero di vittime da Coronavirus su scala nazionale, mantiene un ricordo indelebile nelle menti e nei cuori dei cittadini italiani per un episodio divenuto di fatto l’emblema della disperazione di quei giorni.

Lo sfondo è surreale, in una notte insopportabilmente silenziosa dove però aleggia un’assordante sofferenza, circa settanta mezzi militari attraversano le vie di Bergamo. Al loro interno trasportavano le bare di nonni, madri, padri e figli privati della possibilità di stringersi per un’ultima volta ai loro cari, i quali oltre a dover sostenere il fardello di questo insopportabile dolore, non avranno neppure la consolazione di portare un mazzo di fiori e rivolgere una preghiera sulla loro tomba.

Il motivo risiede nel fatto che la camera mortuaria dei cimiteri non fosse più in grado di ricevere i feretri delle vittime, ragion per cui questi sono stati condotti nei forni crematori siti in regioni circostanti. Ritengo molto significativo che proprio in questo contesto dove la serenità e la spensieratezza stano tornando ad essere parte integrante della nostra esistenza sia stato deciso istituire la giornata della memoria in onore delle vittime e delle loro famiglie. Tale giornata infatti, oltre ad essere connotata da un amaro e sofferente ricordo, sia occasione per accrescere la nostra gratitudine, per rammentarci di come nulla sia scontato. In quel minuto di silenzio dedicato alle vittime, ci si proietti con la mente allo stesso amaro silenzio che ha caratterizzato i giorni di lockdown, alla solennità e visibile difficoltà con cui venivano pronunciati i numeri delle vittime, alle lacrime soffocate su un cuscino da parte di un bambino che ha perso il proprio nonno senza potergli stringere la mano e alla stessa sfilata dell’orrore da parte di quei settanta camion militari. Insomma, malgrado questa sia stata una delle pagine più buie e struggenti della  nostra storia, che sia anche questa frutto di insegnamento e che mai sia gettata nel dimenticatoio.

Nestore Andrea

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